Piano dell’Offerta Formativa Triennale

2016-2019

Nido – Sezione primavera – Scuola Infanzia

(scaricabile qui)

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PREMESSA

Questo documento vuole essere un utile strumento di presentazione della Scuola atto a  comunicare L’identità della Scuola, i contenuti valoriali che orientano i processi educativi  e i riferimenti teorici sottesi alle azioni( idea di bambino, di apprendimento, di servizio e  di  comunità educante), le modalità organizzative e i processi che portano all’erogazione del servizio rivolto alle famiglie e ai bambini.

Il Poft , Piano dell’Offerta Triennale, descrive la situazione nell’attualità e proietta la sua visione in una dimensione futura individuando azioni di miglioramento e priorità

 

LA STORIA

La Scuola Materna San Giuseppe nasce nel 1951 per Intuizione del Parroco di allora Padre Gaspare Uccelli e per volontà della Comunità Cristiana. Viene acquistato e adattato uno stabile in Via Piave. Le Suore Di Padre Pianzola Di Mortara  vengono chiamate a gestire la Scuola e vi rimangono sino al 1996.

Nel 1970 Mons. Cambiaghi, Vescovo di Novara, benedice la nuova Scuola Materna ed Il Centro Comunitario nei nuovi locali Di Via Gorizia N. 2. La scuola ottiene la parità scolastica con decreto Del Ministero Della Pubblica Istruzione il 28 Febbraio 2001 ed entra a far parte del Sistema Scolastico Nazionale. Dall’anno Scolastico 2007/2008 funziona La Sezione Primavera. Dal Gennaio 2010 è attivo Il Micronido.

Oggi la Scuola offre un servizio per l’infanzia con continuità 0-6 anni: un micronido (6 mesi due anni), una Sezione Primavera (dai 2 ai 3 anni), 3 sezioni di Scuola dell’Infanzia (dai 3 ai 6 anni)

Può accogliere fino a 91 bambini alla Scuola dell’Infanzia,  Il micronido fino a 24 bambini dai 6 mesi fino ai 24 mesi, la sezione Primavera fino a 20 bambini dai 24 ai 36 mesi.

 LA FISM

La scuola Materna S. Giuseppe aderisce alla FISM ( Federazione Italiana Scuole Materne) che offre un servizio di assistenza organizzativa, gestionale e pedagogico didattica con la finalità di essere attivi, partecipi  e responsabili nella condivisione dei grandi obiettivi della Chiesa Cattolica Italiana

 

 

 

 

IDENTITA’ E FINALITA’ DELLA SCUOLA

  • La Scuola dell’Infanzia è espressione della comunità parrocchiale che si assume spontaneamente l’impegno di soddisfare l’esigenza sociale dell’educazione dei bambini dagli 0 ai 6 anni,, avvertendola come espressione della propria identità religiosa ed ideale: luogo fondamentale per l’itinerario di fede dei bambini e per  l’incontro e il sostegno delle loro  famiglie.
  • La Scuola dell’Infanzia, nel rispetto del primario diritto e dovere dei genitori di educare i figli, intende radicare la propria proposta educativa, nella concezione cristiana della vita, che genitori ed insegnanti si impegnano a rispettare, in spirito di collaborazione.
  • La Scuola ha un Progetto Educativo che afferma la sua identità di scuola cattolica e costituisce lo “sfondo integratore” all’interno del quale si struttura e si realizza il POF cioè il piano dell’offerta formativa: la dimensione religiosa della vita deve essere perciò curata almeno quanto vengono coltivate l’intelligenza, l’affettività e la socialità
  • La Scuola è aperta a tutti, anche ai bambini diversamente abili. Accoglie i bambini di nazionalità straniera e di altro credo religioso, ne rispetta le credenze, senza per altro rinunciare ad essere fedele alla propria identità della quale i genitori sono informati. Promuove progetti di interculturalità per ottimizzare l’inserimento scolastico e sociale dei bambini e delle loro famiglie.
  • La Scuola considera, con discrezione rispettosa, le situazioni familiari difficili socialmente e/o economicamente precarie: ad esse testimonia concretamente accoglienza, comprensione, solidarietà.
  • La Scuola non persegue fini di lucro, e intende costituire l’occasione per il concreto esercizio di primari diritti riconosciuti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, personali e comunitari, di iniziativa sociale, di libertà educativa e religiosa.
  • La Scuola dell’Infanzia, si avvale, per la preparazione del suo curricolo, delle Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell’Infanzia e delle Raccomandazioni per la loro attuazione emanate dal competente Ministero e dalla Regione.
  • La scuola offre un ambiente curato e stimolante, ricco di relazioni positive in cui i bambini possono crescere nella stima di sé, conoscere la realtà che li circonda e formarsi in maniera globale ed armonica

–           Ogni bambino accolto è unico e irripetibile agli occhi di dio. Il tema dell’inclusione da da sfondo a tutte le azioni offerte dal servizio.  La scuola si fa carico dei bisogni di ciascuno condividendo con la famiglia il cammino della crescita. In ogni bambino deve crescere la consapevolezza di essere amato, in clima sereno e gioioso.

 

 

 

ANALISI DEL CONTESTO SOCIALE

La scuola sorge in un quartiere della Città di Novara limitrofo al centro città. L’utenza della struttura proviene anche da altre zone cittadine perché è in una posizione strategica rispetto i luoghi di lavoro dei genitori (Ospedale, stazione, negozi del centro, Tribunale). La popolazione del quartiere è eterogenea e sta rapidamente cambiando fisionomia anche in relazione ai flussi migratori. Nascono quindi nuovi bisogni che si aggiungono a quelli già esistenti che si esprimono soprattutto nella necessità di affiancare e sostenere le famiglie nel compito di accudimento e di crescita dei loro figli. La crisi economica ha impoverito le famiglie del quartiere e si sente la necessità di creare una rete solidale per potersi aiutare..

 ANALISI DEI BISOGNI

Aumenta il bisogno di accoglienza, di supporto e di ascolto. La scuola si pone a fianco  delle famiglie per sostenerle nel loro compito di accudimento e di crescita. A questo scopo la scuola e la parrocchia si pongono come attori sociali e programmano azioni di sostegno alle nuove fragilità promuovendo progetti sociali e cercando di attivare fondi e donazioni. A titolo di esempio: la Parrocchia, in parternariato con la Scuola Materna, con il gruppo della San Vincenzo e con l’agenzia di formazione e di ricollocamento Filos, ha presentato, alla Fondazione De Agostini, nel mese di Ottobre 2016, un importante progetto per il contrasto delle nuove povertà

LA STRUTTURA

La scuola materna San Giuseppe ha spazi strutturati curati e a norma con le normative vigenti, ha un piano di sicurezza con valutazioni dei rischie un medico del lavoro referente della sicurezza, oltre ad avere personale sempre formato su questi temi.

Scuola Infanzia è composta da:

1 atrio con spogliatoi attrezzati con armadietti

4 aule per accogliere le sezioni con tavoli e angoli attrezzati

2 uffici adibiti a segreteria e direzione

1 aula per accoglienza e laboratori

1 ampio salone per i giochi liberi e di movimento

2 ampi locali con servizi igienici

1 sala da pranzo

1 cucina dove  vengono preparati i cibi per tutti i bambini compresi quelli del nido

1 locale con servizi igienici per il personale

1 sala per il riposo dedicato ai bambini di tre anni

1 ampio cortile per i giochi all’aperto attrezzato con una sabbionaia

Ad uso della scuola anche gli spazi in comune con il centro parrocchiale come: la palestra, il teatro, area attrezzata esterna con scivoli e altalene e il campo da pallone.

Micronido composta da:

1 ampia sala giochi attrezzata con angoli e giochi

1 sala dormitorio

1 locale per servizi igienici, lavandini e fasciatoio

1 sala pranzo collegata con un montacarichi alla cucina interna

Sezione primavera composta da:

1 ampia sala giochi attrezzata con angoli e giochi e adibita in parte a sala pranzo

1 sala dormitorio

1 locale per servizi igienici, lavandini e fasciatoio

1 sala pranzo

ATTREZZATURE E SUSSIDI

Video, computers, proiettore, tablet, fotocopiatrice, amplificatore portatile e sistema di amplificazione collegato con le classi, stereo, materiale ludico strutturato e non, attrezzature per giochi grosso motori e per la palestra, strumentini musicali, libri sia per insegnanti che per bambini, materiale didattico di facile consumo.

Gli arredi sono nuovi e in regola con le certificazioni in materia di sicurezza come da normative cee.

L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO

Parole chiave: Complessità morbida

Lo spazio è stato pensato come un ecosistema diversificato, stimolante ed accogliente  dove il bambino è all’interno della collettività ma ha spazi di privacy, di pausa dal ritmo generale, c’è rispetto dell’altro ed ascolto. E’ un luogo amabile, sereno, abitabile.

Lo spazio è stato strutturato per comunicare idee di: Accoglienza, Relazione, Giocosità, Serenità, Luce, Apertura, Trasparenza, Flessibilità, Polisensorialità, Igiene e Sicurezza.

Oltre allo spazio di sezione, organizzato con tavoli e con angoli per il gioco simbolico e la lettura, i bambini potranno usufruire del salone per i giochi di movimento, la palestra per le attività motorie, la sala pranzo e la sala per la nanna. All’esterno c’è  un cortile con una grande sabbionaia e uno spazio ampio e attrezzato dell’adiacente oratorio parrocchiale.

I bambini saranno portati ad esplorare la città e saranno organizzate feste e gite didattiche.

IL PROGETTO : il bambino e la relazione

L’idea fondamentale che regge il nostro progetto educativo è l’attribuire un ruolo centrale al bambino nella propria educazione. Questo significa due cose: riconoscere al bambino un suo status peculiare (e non considerare la sua infanzia solo come un momento di transizione per l’età adulta) e sapere che l’educazione è un processo dialettico di negoziazione che non va nell’unica direzione adulto-bambino. In questo processo l’educatore si mette nella disposizione di ricevere egli stesso dall’educando. Questa prospettiva ecologica pone il bambino al centro del processo educativo con un ruolo attivo: a lui è data la possibilità di compiere attività di movimento, esplorazione, ricerca, manipolazione, all’interno delle strutture spaziotemporali, dove può elaborare ed organizzare le esperienze motorie, emotive, cognitive e relazionali.

Un aspetto fondamentale dell’educazione è dato dal tipo di relazione che l’adulto instaura con il bambino. L’insegnante in primo luogo stabilisce con il bambino una relazione affettiva, base e modello per le altre relazioni. Non esiste relazione educativa senza relazione affettiva: un bambino che possiede maturità affettiva, non è più concentrato sui suoi problemi e può analizzare i parametri del mondo che lo circonda e quindi comincia ad apprendere. Una particolare attenzione della scuola dunque è riservata alle modalità di relazione tra adulti e bambini e tra bambini e bambini, allo sviluppo delle capacità d’osservazione, ma anche alla creazione di un buon gruppo di lavoro tra gli insegnanti , al coordinamento pedagogico e alla formazione permanente.

La scuola dell’Infanzia paritaria, si rivolge a tutte le bambine e bambini dai tre ai sei anni di età ed è la risposta al loro diritto di educazione e di cura, in coerenza con i principi del pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’ adolescenza e nei documenti  dell’Unione Europea.

Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo

  • Dell’ identità : corporeo, intellettuale e psicodinamico
  • Dell’autonomia : gestione del processo di individuazione e di separatezza, scoperta ed interiorizzazione di valori condivisi, coscienza della libertà di pensiero e di espressione
  • Della competenza : intese come abilità, capacità culturali e cognitive, creatività
  • Della cittadinanza regole e valori del vivere civile e rispetto della legalità

I bambini verranno a contatto con i sistemi simbolico – culturali propri della nostra società e approcceranno i linguaggi specifici dei saperi, sempre all’interno di esperienze globali, motivanti e situate.

Tale finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di ambienti di vita, di relazioni e di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità.

La scuola dell’Infanzia è:

  • Ambiente di vita
  • Luogo privilegiato della interazione e dello scambio sociale tra il bambino (soggetto attivo) e  pari, ambiente, adulti e cultura

 

SEZIONE PRIMAVERA E MICRONIDO

La sezione “primavera” e il micronido  nascono  dall’idea di dare una risposta  alla domanda sociale delle famiglie con bambini dai 6  ai 36 mesi. Una risposta che tenga in primo luogo conto di ritmi, tempi e diritti dei bambini al fine di offrire un qualificato momento di assistenza e di educazione e formazione che affianchi e sostenga l’azione della famiglia

La scelta è stata fatta in linea con gli  obiettivi del trattato di Lisbona che  considera fondamentali servizi educativi e formativi per la primissima infanzia per la costruzione di un percorso di cittadinanza e di pari opportunità per tutti. Principi ribaditi nella recentissima riforma “della  buona scuola”.

La sezione primavera e il micronido  offrono  alle famiglie un sostegno per promuovere la conciliazione delle scelte professionali e familiari, in particolare alle madri occupate e  in cerca di occupazione.

L’idea di fondo è quella di partire dai bisogni del bambino. Il bambino è visto come un soggetto attivo, che esprime attraverso le sue manifestazioni le rappresentazioni che ha di sé e del modo.

I bambini, soprattutto oggi, hanno bisogni di vivere un tempo “giusto”, pensato ed organizzato per loro,  che non rincorra esigenze adulte di anticipo legate solo all’ormai precocissimo sviluppo cognitivo dei bambini, un tempo che richiede uno spazio deputato, un “nido ”contenitivo, ma con una forte attenzione all’aspetto affettivo, relazionale e allo sviluppo motorio e cognitivo, stimolante per la possibilità di scoprire il mondo in prima persona, ma con un solido appoggio e supporto educativo delle figure adulte.

TEORIE DI RIFERIMENTO: su come si forma la mente e il pensiero, sono le teorie condivise che orientano le azioni delle insegnanti.

1.L’importanza del legame di attaccamento 

A partire dalle ricerche di John Bowlby si sa che  lo sviluppo della persona, il modo in cui starà in rapporto con le persone e con gli oggetti del mondo (studio, passioni, ecc) sarà determinato da come il bambino vive le sue prime esperienze di attaccamento con la madre, il padre e le altre figure di riferimento significative. Importante sarà  capire

2.L’idea di mente -Visione Olistica, “La mente relazionale” D.J.Siegel

La mente si forma nella interazione tra processi neurobiologici e relazioni interpersonali: sono i rapporti con gli altri e con le figure che si prendono cura del bambino nei primi anni di vita che favoriscono o inibiscono l’organizzazione dei circuiti neurali; la cui capacità di attivarsi in risposta agli stimoli consente l’espressione del progetto geneticamente determinato delle strutture cerebrali. In questa ottica l’apprendimento è il processo continuo di acquisizione di informazioni e di costruzione di senso che organizza la nostra mente e che condiziona, in un percorso ricorsivo, il modo stesso di acquisire ed elaborare informazioni.

3.Superamento dualismo mente corpo, Teoria dell’”embodied cognition” (Cognizione Incarnata).Le esperienze ricavate dal corpo giocano un ruolo essenziale per lo sviluppo della mente, ovvero per lo sviluppo cognitivo. I nostri processi cognitivi dipendono dall’interazione tra la mente e il nostro corpo.

4.Superamento dualismo ragione-passione, cognizione-affetto, Mente relazionale- apprendimento relazionale. Se ci chiediamo che cosa caratterizzi l’esperienza umana nella costruzione della mente e della conoscenza, si possono riconoscere due caratteristiche distintive:  l’apprendimento è un processo cognitivo ed affettivo e  l’apprendimento è relazionale. Sappiamo che ogni pensiero, come diceva Wilfred Bion, è sostenuto da un’emozione. Non esiste un pensiero solo razionale e lineare che sia depurato dai processi emotivi, perché semplicemente non esisterebbe un pensiero.

5.Superamento dualismo individuale-sociale, ereditario-ambientale. La conoscenza è un’esperienza cognitiva ed affettiva non singola o individuale. E questo perché noi disponiamo di una mente che in nessun modo è nella “testa”, ma è nella “relazione”. La relazione viene prima della formazione della nostra mente individuale. La ricerca scientifica ha dimostrato che disponiamo di una mente che non è fissa ma è eminentemente plastica e alla sua plasticità deve la sua essenza e la sua esistenza. Disponiamo di una mente relazionale che deve al contesto la sua plasticità e la sua dinamicità; pertanto la genesi della nostra identità è una genesi del nostro divenire. La formazione della mente individuale è un esito della relazione, la relazione quindi è pre-individuale.

METODI SOTTESI PROCESSO INSEGNAMENTO-APPRENDIMENTO

Il vero apprendimento avviene nell’esperienza. Gli spazi della sezione, i materiali e le attività di gioco proposte saranno pensate per far esperire ai bambini segni, linguaggi ed esperienze diverse. Incontreranno esperienze sensoriali multiple, organizzate tenendo conto dei processi di sinestesia percettiva che consente di poter giocare con la globalità dei linguaggi. Esperienze che possano incuriosire, far sorgere domande, invogliare all’esplorazione, tutto questo in un clima di socializzazione e di relazione serena e carica di fiducia.

La proposta educativa si articolerà attraverso azioni vicine alla cultura dei bambini nel rispetto della loro età.

Cura del corpo e della persona per promuovere una crescita del sé e dell’identità corporea. Il gioco in piccoli e grandi spazi per promuovere l’esplorazione, la ricerca, la socialità. Giochi di movimento grosso e fino motori. Osservazioni della realtà e raccolta di teorie ingenue. Letture e giochi simbolici anche con uso di musiche per sviluppare intuizione e immaginazione. Stimolazioni verbali e giochi per esplorare le diverse forme della comunicazione. Avvio all’autonomia attraverso le azioni quotidiane del prendersi cura di se stessi. Il curricolo della scuola dell’infanzia non coincide con la sola organizzazione delle attività didattiche ma anche attraverso l’integrazione di momenti di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse routine (ingresso, pasto, la cura del corpo, il riposo) svolgono una funzione  di regolazione dei ritmi della giornata e si offrono come “base sicura” per nuove esperienze e sollecitazioni.

L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l’arte, il territorio. Tutto attraverso una dimensione ludica.

Importanza fondamentale avrà il gioco: di scoperta ed esplorazione, simbolico, con regole, solitario o in gruppo.

Le insegnanti proporranno, stimoleranno, guideranno e rielaboreranno le esperienze con i bambini e le trasformeranno in racconti verbali  o in  linguaggi espressivi (disegni, lavoro plastici, pitture ecc). La scuola dell’Infanzia seguirà le indicazioni curriculari ministeriali.

I metodi prescelti saranno: Brainstorming, Lavoro di gruppo, Cooperative learning, Lezione frontale o partecipata.

PROGETTUALITA’ EDUCATIVA

Basata sulla osservazione del bambino e del gruppo sarà flessibile e costruita in itinere.

La programmazione avrà una articolazione trimestrale e sarà esposta nelle sezioni per dare ai genitori la possibilità di sapere cosa il loro figlio farà.

La programmazione dell’anno avrà uno sfondo integratore che cambierà ogni anno e sarà cadenzata dai cambiamenti naturali inerenti al clima e alle stagioni, nonché alle feste religiose che consentiranno anche di avere momenti in cui i genitori potranno partecipare alla vita scolastica (Natale, ricorrenze, feste ecc.).  Lo sfondo integratore E’ un contenitore dei percorsi didattici finalizzati alla costruzione di un contesto condiviso da tutti, capace di ampliare la risorse dell’azione educativa.

 

E’ un sollecitatore di situazioni problematiche, che richiedono formulazione di ipotesi e ricerca di soluzioni. E’ un facilitatore dell’apprendimento attraverso la strutturazione di situazioni motivanti. Lo sfondo integratore è l’involucro, il contenitore che determina l’unità del percorso educativo, la percezione dei nessi, il senso della continuità che collega le molte attività didattiche che altrimenti resterebbero disperse e frantumate.

Lo sfondo integratore per l’anno 2016 / 2017 sarà il Cantico delle Creature e la presentazione della figura di San Francesco.

I bambini lavoreranno in gruppi sezione, dove le età sono eterogene e in gruppi a classi aperte dove saranno suddivisi per età. Questo consentirà di far svolgere attività più consone all’età, anche in vista del passaggio alla scuola Primaria

I genitori verificano lo svolgimento delle attività proposte attraverso la documentazione fornita nel corso dell’anno (foto, filmati, esposizione di elaborati, relazioni…). Si terrà una mostra al termine dell’anno scolastico dove il percorso didattico  realizzato dei bambini potrà essere visibile sia ai genitori e parenti che alle persone della parrocchia.

L’offerta formativa sarà integrata da laboratori didattici che potranno essere gestiti anche da personale esterno specializzato. Si pensa  a laboratori di musica, arte, movimento, alimentazione, teatro, lingua straniera.

Durante l’anno 2016/.2017 saranno attivati i laboratori di musica, alimentazione, arte e inglese e di lettura

ORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA

1.Orario di servizio

Micronido, Sezione Primavera e Scuola dell’Infanzia  funzionano dal lunedì al venerdì dalle 8.30alle 16.30.

E’ attivo un servizio supplementare di pre-scuola (7.30-8.30) e di dopo-scuola (16.30-18)

Centro estivo a Luglio

Su richiesta e se si raggiunge un numero minimo di richieste potrà essere attivato anche un camping invernale durante le vacanze natalizie.

La scuola segue il calendario scolastico della Regione Piemonte

2.Organigramma:

Gestore: Parroco protempore della parrocchia San Giuseppe Padre Gianfermo Nicolini

Comitato di Gestione: di cui fanno parte tre membri di diritto, il parroco, il Vicepresidente del Consiglio Pastorale, un membro del Consiglio degli Affari Economici parrocchiale, quattro membri eletti dal consiglio Pastorale tra le persone del territorio che dimostrano competenza amministrativa, pedagogica e interesse al funzionamento della Scuola. La competenza di questo comitato spazia nei capitoli di gestione amministrativa e patrimoniale della scuola, di programmazione pedagogica e didattica, di valutazione dei comportamenti ed efficacia del personale e dei rapporti con le varie istituzioni scolastiche presenti nel territorio.

1 Coordinatrice Pedagogico didattica

4 docenti di scuola dell’Infanzia

4 Educatrici

1 assistente

2 personale ausiliario

Volontari per lavori di segreteria e di economato

E’ presente una cuoca della ditta Alicot qualificata e aggiornata secondo gli adempimenti di legge

3.Rapporti con le famiglie

La famiglia rappresenta il contesto primario dove il bambino comincia a percepire la realtà e acquisisce i criteri per interpretarla, struttura categorie logiche e affettive, si crea un modello relazionale, articola un primo sistema di regole, pone le basi per la costruzione delle proprie capacità linguistiche e abilità espressive.

Un’educazione coerente implica la creazione di una sintonia con il contesto di vita in famiglia, attraverso lo sviluppo di una vita di relazione e collaborazione tra bambini, educatori e genitori.

Pertanto lo spazio e i tempi della scuola sono pensati per bambini e adulti, in modo che siano confortevoli in senso “fisico” e psicologico.

I genitori avranno nella scuola uno spazio per essere parte dell’esperienza del figlio e per creare un rapporto di fiducia con l’insegnante.

È prevista la presenza di un Punto d’ascolto per genitori, uno sportello di consulenza su problemi specifici, pensato per l’accoglienza psicologica, l’assistenza e l’orientamento alle famiglie attraverso strategie di sostegno alla funzione educativa della famiglia. Il punto di ascolto sarà gestito dalla coordinatrice Psico-didattico-.pedagogica che ha competenze pedagogiche e psicologiche certificate con iscrizione albo Psicologi e Psicoterapeuti.

Serate a tema su tematiche psicologiche gestite dalla coordinatrice

La modalità di contatto casa-scuola sarà strutturata in:

Incontri informali fra genitore e insegnanti: avverranno soprattutto durante il momento dell’accoglienza. Ci si scambierà informazioni sui comportamenti, le abitudini, gli stati d’animo del bambino sia a casa sia a scuola. L’obiettivo è quello di tenere sempre presenti le necessità del bambino, attraverso un rapporto di fiducia con i genitori.

Riunioni periodiche di tutti i genitori: si svolgeranno per lo più nelle stanze della scuola dove abitualmente lavorano i bambini. Si presenterà il POF la programmazione educativa e didattica; si mostrerà la documentazione delle attività (lavori dei bambini, filmati, fotografie), si discuterà e si verificherà l’attività programmata, si evidenzieranno il percorso e le problematiche dei gruppi. Si affronteranno anche questioni organizzative (corredi, uscite, iniziative, feste, laboratori). La convocazione delle riunioni avverrà tramite comunicazione verbale, e con avviso nelle bacheche. Sarà indicata la data, l’ora d’inizio e l’ordine del giorno.

Incontri individuali, su richiesta, fra genitore e insegnanti: ai genitori è offerta l’opportunità, d’avere incontri individuali con l’insegnante  di riferimento del proprio bambino, per conoscere e per affrontare più specificamente questioni relative ad ogni singolo bambino.

4.Rapporti altre scuole

Si mantengono rapporti con le altre scuole dell’Infanzia e nidi di Novara, attraverso il coordinamento 0-6 gestiti dal Comune di Novara.

Si tengono rapporti con le altre scuole parrocchiali e della diocesi attraverso un coordinamento gestito dall’Ufficio scuola della diocesi di Novara.

Vengono inoltre programmati incontri di continuità tra ordini di scuola, nello specifico con le scuole  primarie del quartiere per favorire l’inserimento dei bambini. Con le scuole Primarie del Quartiere viene ogni anno attivato un progetto denominato “continuità” co-progettato con Istituto Comprensivo di riferimento e il progetto prevede scambi e visite per far si che i nostri bambini possano conoscere gli ambienti e le insegnanti della scuola Primaria.

 

 

PRIME RIFLESSIONI SU VALUTAZIONE DELLA SCUOLA E PIANO DI MIGLIORAMENTO

Le scuole dell’infanzia paritarie non sono obbligate ad oggi a redigere un PdM (Piano di miglioramento) ma la nostra scuola sceglie di cominciare ad individuare le aree di indirizzo e le priorità emerse da una analisi dei punti di forza e di debolezza del contesto scolastico.

La coordinatrice Psico- Pedagogica e didattica in accordo con il Gestore e sentito il collegio

emana  i  seguenti  indirizzi  per  le  attivita’  della  scuola  e delle scelte  di gestione  e  di  amministrazione  per  il  triennio  2016 / 2017  –  2017 / 2018  –  2018 / 2019.

 

PRIORITA’

  1. SVILUPPO DELLE COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA (in particolare la competenza chiave – imparare ad imparare)
  2. PROMOZIONE DI COMPORTAMENTI DI CURA VERSO GLI OGGETTI E L’AMBIENTE E DELLA CAPACITA’ DI “PRENDERSI CURA” DEGLI ALTRI
  3. SVILUPPO DELLA COMUNITA’ EDUCANTE
  4. PROMOZIONE DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO

STRATEGIE – PROCESSI

  1. PIANIFICAZIONE CURRICOLARE

– Attenzione alla Programmazione didattica declinata in didattica per competenza

– Programmazione di attività didattiche situate

-Uso di metodologie didattiche attive ( problem solving, cooperative learning, brainstorming, lezioni attive)

-pianificare azioni di valutazione tramite osservazioni neutrali partecipate e di analisi documentazioni prodotti e processi messi in atto dai bambini

 

2/3.     PIANIFICAZIONE comportamenti educativi e SVILUPPO DELLA COMUNITA’ EDUCANTE

–           Pianificare momenti per progettazione  verticale (0/6)

–           Pianificare momenti di formazione

–           Progettare percorsi di educazione ambientale e di buoni stili di vita (educazione alla salute

sia corporea che psicologica)

 

–           Progettare percorsi di inclusione e integrazione avendo cura dell’efficacia e dell’efficienza

dei rapporti interpersonali (visione umanistica della persona e dell’educazione)

 

–           Favorire metodi didattici cooperativi

–           Valorizzare i rapporti scuola-famiglia-territorio attraverso modalità comunicative

tradizionali (assemblee, colloqui) e modalità telematiche e attraverso progettazioni

collaborazioni comuni.

 

  1. PIANIFICAZIONE GOVERNANCE

–           Condividere obiettivi comuni

–           Articolare il collegio e includere tutto il personale della scuola

–          Potenziare anche  attraverso le nuove tecnologie  il sistema di comunicazione interno e

esterno

 

STRATEGIE E PROCESSI

  1. Attraverso azioni di messa in rete ( Comune, fism, scuole parrocchiali, librerie e biblioteche, network cittadini, creazione di un sito e pagina facebook, organizzazione di eventi, intercettare e rispondere ai bisogni dell’utenza reale e potenziale )
  2. Integrare le varie competenze e esperienze didattiche della scuola, progettare percorsi di educazione alla cittadinanza, attenzione ai temi della salute e dello sport e della psicologia in età evolutiva, favorire metodi didattici cooperativi, progettare percorsi di inclusione e integrazione sia tra i bambini che tra i genitori e il personale. Valorizzare i rapporti scuola-famiglia.territorio attraverso modalità comunicative tradizionali ( assemblee, colloqui), modalità telematiche, e attraverso progettazioni e collaborazioni comuni
  3. Maggiore condivisione degli obiettivi comuni, individuazione di spazi per condivisioni e riflessioni comuni, dedicarsi a formazione comune, individuazione di temi per la formazione professionale, programmare insieme
  4. Mettere in comune i curriculi, creare modalità condivise di programmazione edi verifica degli apprendimenti, sviluppo di competenze informatiche